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Christine Arnothy,
autrice magiara, già nota al pubblico italiano per Dio
è in ritardo, ci ha dato con questo nuovo romanzo una
nuova prova delle sue grandi capacità narrative. Frutto di
una personale esperienza Ho quindici anni è un autentico
grido d'accusa contro la atrocità di una guerra che stupisce
più per la sua assurdità che per i suoi episodi di
grandezza e d'eroismo. Ma non è così d'ogni guerra?
Che significato hanno di fronte all'imperioso istinto e dovere di
vivere le parole "nemico", "esercito", "potenza",
"alto comando? Una fanciulla, presa nella morsa terribile di
una battaglia che incrudelisce proprio nella cinta della città
dove studia vive sogna, ci lascia in questo libro, veloce nell'azione,
preciso nelle situazioni, vivo nella pittura dei caratteri, uno
di quei quadri che meglio riassumono tutte le passioni scatenate
dall'ultimo conflitto. Il dramma vissuto dalla protagonista è
sentito dal lettore in tutta la sua crudezza ma è presente
e palpitante non per atterrire, bensì per richiamare ai valori
più veri e profondi della vita, che violati e calpestati
da ogni guerra, sempre tornano a riaffermarsi, come esigenze insopprimibili
dell'umanità.
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